Sanità in Sicilia, nuovi bandi e assunzioni dopo Ok del Ministero: ecco il nuovo piano

By | 8 Aprile , 2017

Dopo anni di lungo stand by, in Sicilia è finalmente tempo di assunzioni e nuovi contratti nel tanto discusso campo della Sanità. Discusso perché non sono purtroppo una novità le enormi problematiche degli ultimi anni inerenti la carenza di personale e la mancanza di fondi necessari al giusto espletamento delle attività mediche. Il nuovo piano di assunzioni, avviato nell’isola dopo l’ok del Ministero della Salute, vuole essere-a  detta dello stesso assessore alla Salute Baldo Gucciardi- un progetto di innovazione senza precedenti volto ad incrementare i numeri di posti di letto oltre che facilitare l’attivazione degli stessi ospedali sparsi per il territorio. Il nuovo piano che ha come oggetto la Sanità in Sicilia, prevede dunque la firma dei primi contratti per ben 87 anestesisti che già nel 2012 erano stati dichiarati vincitori di un concorso pur non avendo mai preso posto a causa del blocco del turn over.

Si tratta, più precisamente, dell’assunzione di 9 anestesisti-rianimatori all’Asp di Palermo, 2 all’Asp di Enna, 4 all’Asp di Messina, 4 all’Asp di Ragusa, 7 a Villa Sofia-Cervello, 2 all’Asp di Agrigento, 5 all’Asp di Trapani, 4 all’ospedale Cannizzaro di Catania, 3 al Papardo di Messina, 9 al Policlinico di Messina ed altri fino al numero di appunto 87. Prenderanno poi servizio diversi primari nell’ospedale Cannizzaro di Catania, nel Policlinico di Messina, nella sezione Radiologia di Trapani e nella sezione di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza di Pantelleria.

Il nuovo piano assunzioni nell’ambito della Sanità in Sicilia prevede poi, come anticipato, nuove procedure di selezione di responsabili di unità operative complesse tramite la pubblicazione di nuovi bandi così come autorizzata dall’assessorato regionale alla Salute. “L’unica modifica voluta dal ministero della Salute riguarda gli Ospedali riuniti di Villa Sofia-Cervello di Palermo che noi avevamo proposto come Hub di secondo livello. Ma – secondo Gucciardi – vista la distanza, non potevano essere considerati nel piano della nuova Rete come ospedali riuniti e avremmo, dunque, dovuto smantellare tanti reparti. Abbiamo così deciso di non toccare nulla e a Villa Sofia-Cervello resteranno in servizio tutte le eccellenze presenti”.