Strategie di Borsa nel 2018 tra tassi in aumento e tensioni geopolitiche

By | 9 dicembre , 2017

Come andrà la Borsa nel 2018? E’ questa, a tre settimane dalla fine del 2017, la domanda ricorrente di chi vuole investire sul mercato azionario oppure ha già posizioni aperte, magari in guadagno, e sta temporeggiando prima di alleggerire in tutto o in parte le posizioni.

Nel ricordare che ogni trader online adotta la sua strategia, e tra queste quelle recensite su https://www.investireinborsa.me/strategie/ per investire in Borsa, con l’avvicinarsi della fine dell’anno ad esporsi sono anche tante banche d’affari e tante case di brokeraggio attraverso la pubblicazione di rapporti nei quali vengono formulate delle previsioni sull’andamento dell’azionario per il 2018.

Andamento Borsa 2018, non sono attesi crolli epocali!

Fermo restando che neanche gli investitori istituzionali hanno la bacchetta magica, la posizione più diffusa per le borse nel 2018 è quella per cui non sono attesi crolli epocali al netto chiaramente dei rischi legati ad un inasprimento delle tensioni geopolitiche con particolare riferimento al braccio di ferro tra gli Stati Uniti di Donald Trump, e la Corea del Nord di Kim Jong-un.

In merito Mikhail Gorbaciov, 86 anni, che è stato l’ultimo presidente dell’Unione Sovietica, ha lanciato un appello contro i rischi di una guerra nucleare ritenendo che in questo momento il mondo sia sull’orlo del baratro, ma la posizione più diffusa è quella per cui nella disputa tra USA e Corea del Nord, tra minacce, lanci di missili e grandi manovre militari, alla fine possa essere trovata una soluzione diplomatica.

A partire dall’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, Wall Street anziché crollare come prevedevano i più pessimisti, ha ulteriormente rafforzato la tendenza rialzista registrando un record storico dietro l’altro, e contribuendo a spingere verso l’alto pure le altre principali piazze azionarie. Il mercato azionario a stelle e strisce, con ogni probabilità, ha scontato solo in parte gli effetti positivi che sarà in grado di generale la riforma fiscale che, voluta fortemente proprio dal tycoon newyorkese, sembra essere in dirittura d’arrivo per la sua approvazione definitiva.

Per quel che riguarda invece i tassi di interesse sempre negli USA, nel corso del 2018 non dovrebbero esserci novità o sorprese negative tali da mettere a rischio la tenuta del mercato azionario. Jerome Powell, che prenderà il posto di Janet Yellen alla presidenza della Federal Reserve, ha infatti già lasciato intendere che l’orientamento della Banca centrale continuerà ad essere quello di procedere con eventuali rialzi del costo del denaro in maniera graduale e senza generare così effetti negativi sulla crescita economica.

Tassi di interesse in Europa, quale scenario?

Più incerto è invece lo scenario per i tassi di interesse in Europa visto che la Banca centrale europea (Bce) prosegue con la sua politica monetaria accomodante, ma nel 2018 potrebbe esserci il primo cambio di rotta. Se, come si stima, la crescita economica nell’Ue continuerà a rafforzarsi, allora la Bce potrebbe decidere di sospendere in via definitiva il piano di quantitative easing e poi cambiare orientamento sui tassi da espansivo a restrittivo fino ad arrivare, dopo tanto tempo, al primo aumento del costo del denaro nel Vecchio Continente.

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