La genesi del Bitcoin: da solo asset finanziario, a metodo di pagamento online

By | 20 Maggio , 2020
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Nel mondo degli investimenti, un asset, più di qualsiasi altro, è riuscito a far breccia nel cuore dei risparmiatori: le criptovalute. Definite anche “monete virtuali”, hanno visto incrementare, significativamente, il numero degli utenti che vi hanno investito una parte dei propri risparmi. D’altro canto, in alcuni casi i rendimenti sono stati decisamente significativi.

Il caso più emblematico, in tal senso, è rappresentato dal Bitcoin, la criptovaluta più famosa e scambiata nel mondo finanziario. Vista la luce nel 2009, la sua nascita è avvolta da un alone di mistero che, a distanza di oltre dieci anni, aleggia ancora su di esso. Ufficialmente, la sua nascita è ascrivibile ad un giapponese di nome Satoshi Nakamoto, che secondo alcuni esperti finanziari rappresenta un nome di pura fantasia.

L’evoluzione del Bitcoin e la forte resilienza nell’ultimo anno

Prova ne sarebbe che, a distanza di breve tempo dalla sua creazione, questo esperto nipponico abbia lasciato la gestione della criptovaluta ad altri soggetti, che nulla hanno a che fare col Sol Levante. Molti esperti, inoltre, fanno presente che i codici crittografici siano stati creati in un inglese impeccabile. E della lingua giapponese, di fatto, non esiste alcun documento ufficiale.

Se la nascita del Bitcoin è avvolta dal più stretto mistero, i rendimenti che è riuscito ad offrire ai possessori sono stati reali, tangibili e concreti, specie se rapportati al momento in cui lo stesso fece la sua comparsa nel mondo finanziario. Ed è questo, con ogni probabilità, l’elemento di maggior appeal che ha catturato l’attenzione dei risparmiatori di ogni angolo della Terra.

Anche in una fase certamente non semplice dei mercati, come quella attraversata dalla crisi sanitaria causata dal coronavirus, questo asset – nel periodo intercorso tra aprile 2019 e aprile 2020 – ha generato un rendimento a doppia cifra percentuale, pur avendo fatto registrare, come tutti gli asset finanziari, uno storno in concomitanza dell’avvento della pandemia. Una resilienza, a detta di alcuni, inattesa, che si scontra però con la realtà.

Le misure di distanziamento sociale, infatti, non hanno fatto altro che aumentare il grado di penetrazione della tecnologia in qualsiasi ambito, nonostante alcuni soggetti, ormai la netta minoranza, dimostrino ancora una certa ritrosia verso la stessa. In un mondo in cui la grande rete telematica continua ad aumentare il proprio peso specifico, immaginare, in un futuro, che le monete tradizionali possano essere sostituite da quelle virtuali, non è certo utopistico.

Bitcoin sempre più accettato come strumento di pagamento: dov’è possibile fare acquisti online?

In molti casi, oltretutto, questa opzione è già una concreta possibilità: esistono molti siti, infatti, dove si possono spendere Bitcoin per fare acquisti online. Questa dimostra, a tutti gli effetti, come questa criptovaluta rappresenti, già oggi, una solida realtà non solo in ambito finanziario, ma anche in quello dei pagamenti. Un trend, oltretutto, in costante crescita: il numero dei player che accettano il Bitcoin come moneta di pagamento, aumenta col passare del tempo.

Questo dato, secondo alcuni, zittisce quanto dichiarato da una parte del mondo finanziario, che vede nei Bitcoin, e più in generale nel mondo delle criptovalute, un fenomeno transitorio, se non addirittura una bolla speculativa destinata a sgonfiarsi nell’arco di qualche anno. Questa tesi, inoltre, sarebbe supportata dal fatto che le criptovalute non sono regolamentate da nessun organo di vigilanza e la propria circolazione non è seguita da alcuna banca centrale.

Ad oggi, però, si può affermare, senza alcun timore di smentita, che il Bitcoin è diventato uno strumento di pagamento, accettato, per di più, dai più importanti colossi tecnologici. E nei prossimi mesi, oltretutto, potrebbe aumentare esponenzialmente la propria circolazione. Il mondo delle criptovalute, infatti, è in fermento dopo quanto annunciato dalla banca centrale cinese lo scorso anno.

La “Grande Muraglia”, infatti, ha dichiarato di essere pronta ad immettere nel mercato una sorta di renminbi virtuale, la prima criptovaluta di stato di una grande potenza economica mondiale: qualora l’operazione dovesse aver successo, è altamente probabile che l’intero comparto delle “cripto”, Bitcoin in primis, ne possa trarre enorme giovamento.